Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

29 novembre 2009

Prima di tutto gli Italiani

Purtroppo la Lega, davanti alla canea dei buonisti che spaziava dalla chiesa cattolica, alla sinistra e persino all’interno della maggioranza di governo, ha ritirato l’emendamento che avrebbe voluto introdurre un limite a sei mesi per l’utilizzo della cassa integrazione da parte degli immigrati.
Pro bono pacis (di maggioranza) Bossi è stato costretto all’ennesima ritirata strategica e l’emendamento ritirato.
Non vengono meno, però, le buone ragioni della sua presentazione, che potranno essere riprese e riaffermate in future occasioni.
Quando una famiglia ha pochi soldi, appena sufficienti per portare dal dentista i suoi figli, cosa fa ?
Si priva di una parte di quei soldi per darli alla famiglia accanto ?
Oppure prima cura i suoi figli e poi, se rimane qualcosa, soccorre i vicini ?
La risposta la conoscete tutti.
Allora perché, quando si parla di denaro pubblico, di denaro dello Stato Italiano, dovremmo creare delle privazioni ai cittadini Italiani per aiutare chi non è Italiano ?
Prima di tutto gli Italiani.
Poi, con quel che rimane, aiuteremo chi Italiano non è
.
Mi sembra un principio naturale che rispecchia anche l’essenza di uno Stato, uno Stato vero, che si costituisce per garantire benessere e sicurezza ai propri cittadini che, a loro volta, si uniscono in forza di una comunità ideale e di valori che Alessandro Manzoni ha ben sintetizzato nei due versi del Marzo 1821: “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”.
Chi è fuori da questo concetto, che, poi, è l’elementare concetto di “Nazione” da cui deriva la “nazionalità” da non confondersi con quello, meramente burocratico e amministrativo, di “cittadinanza, non può aspettarsi di veder anteposte le sue esigenze da quelle di coloro che, tra loro, sono connazionali.
L’emendamento della Lega, pertanto, aveva un profondo valore nazionale e chi vi si è opposto, costringendo la Lega al suo ritiro, ha mostrato, con ogni evidenza, la sua essenza antitaliana e internazionalista, cioè esattamente il contrario di ciò che è necessario per garantire Benessere, Prosperità e Sicurezza agli Italiani che devono essere consapevoli che i loro diritti, vanno anteposti, in Italia, a tutti coloro che Italiani non sono.
Registro e annoto, intanto, con grande soddisfazione l'esito del referendum svizzero che ha visto il Popolo Elevetico approvare la proposta della Destra di bloccare la costruzione di nuovi minareti.
Erano tutti contrari a tale proposta: governo, partiti di centro e di sinistra, chiese di vario orientamento, ma il Popolo non si è lasciato infinocchiare ed ha votato contro la proliferazione a senso unico, senza reciprocità, dell'islam.
In Italia un eventuale referendum contro la costruzione di nuove moschee otterrebbe all'incirca lo stesso risultato, piaccia o meno a Fini, a monsignor Vegliò, a Bersani e a tutti quelli come loro: il Popolo sa cosa è meglio.
Altrettanto non si può dire di certi politici che insistono nel proporre leggi e iniziative contrarie alla volontà popolare.

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26 novembre 2009

Il problema non è Berlusconi

Alcuni giorni fa Pierferdinando Casini, non volendo essere da meno di Fini ma con la maggior classe che ormai dobbiamo riconoscergli rispetto al suo (e purtroppo anche mio) concittadino, ha offerto una nuova mela avvelenata a Berlusconi.
Il Governo, dice il leader Udc, si presenti in parlamento e chieda un voto circoscritto alla persona di Berlusconi per renderlo immune, per tutto il suo mandato, dalle inchieste giudiziarie, perché il problema è Berlusconi e va risolto.
No, caro Casini, il problema non è Berlusconi, ma tutti coloro che da quasi 16 anni, da quando Berlusconi si affacciò alla politica, cercano di tagliargli le gambe in ogni modo (con le aggressioni giudiziarie, fantasiosi teoremi ai quali il Popolo ha già ampiamente risposto assolvendo il Premier, con il voto, da tutte le accuse; con le campagne medianiche di demolizione dell’immagine che si sono risolte in un boomerang, soprattutto se si confrontano i gusti del Premier con quelli di “governatori “ fiori all’occhiello della sinistra; con piazzate che hanno il solo risultato di danneggiare la nostra economia, la nostra immagine e le nostre città) tranne che con il metodo maestro della contrapposizione di idee, valori, progetti, dalla quale uscirebbero con le ossa rotte.
La politica italiana, evidentemente, non è abituata ad un personaggio che abbia carisma, carattere, determinazione e, soprattutto, tenda a mantenere le promesse fatte all’elettorato.
Sono gli stessi motivi per cui, con pesante scorno per i suoi oppositori, Berlusconi continua a vincere le elezioni e ad avere un alto gradimento.
Il problema, quindi, non è Berlusconi, bensì impedire alla sinistra di danneggiare il cammino che l’Italia, Berlusconi regnante, può compiere verso un maggiore benessere e sicurezza.
Non è un caso che i maggiori ostacoli al Premier vengano da una casta iperprotetta e superpagata come quella dei magistrati che giudicano il prossimo solo per aver vinto un concorso e giudicano anche quando in causa c’è uno di loro.
E’ necessario, per prima cosa, creare un vero sistema di Giustizia in Italia, che passa attraverso una riforma organica che non può che essere quella che ci porti ad avere pubblici ministeri eletti dal Popolo (così si occuperanno dei veri problemi della sicurezza dei cittadini e non di entrare nel cono di luce del Premier) e giudici scelti non per un burocratico concorso, ma tra professori, giuristi, avvocati di chiara fama ed esperienza.
Risolto questo problema che coinvolge tutti gli Italiani, saremo in grado anche di affrontare tutti gli altri, a cominciare da quello dell’immigrazione: una volta che i giudici non si riterranno più designati ad “interpretare” norme già chiare, anche la lotta all’immigrazione avrà più efficacia (per quanto non veda necessario il passaggio giudiziale per espellere un illegale: uno o è entrato legalmente in Italia o illegalmente e ne consegue con immediatezza il comportamento da adottare nei suoi confronti. Che bisogno c’è di un giudice che costa e dilata i tempi dell’espulsione ?).
Il problema non è Berlusconi, ma chi, rappresentando solo una minoranza degli Italiani e talvolta neppure quella, non gli si oppone proponendo una progetto alternativo, ma confidando nella eliminazione del Premier attraverso una qualche iniziativa estranea alla politica.

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24 novembre 2009

Orgogliosamente "stronzo"

Sarà l’età, sarà l’estate di San Martino con la sua nuova fiamma ereditata questa volta non da Giorgio Almirante ma da Luciano Gaucci, sarà un cupio dissolvi che lo ha preso nella sua fase critica dell’esistenza, ma Fini Gianfranco da (purtroppo) Bologna ogni giorno ne spara una sempre più grossa dell’altra, riuscendo nella titanica impresa di far rimpiangere lo stile e la lealtà (?) di Pierferdinando Casini all’epoca in cui sedeva sulla stessa poltrona di presidente della camera.
E’ indubbio che l’apice della meschinità lo abbia raggiunto sabato scorso quando ha definito “stronzi” praticamente tutti coloro che, negli anni, hanno votato lui e il suo partito.
E’ evidente che le sue provocazioni, quanto degne della terza carica dello stato ognuno può giudicare, hanno uno scopo ben preciso che può essere individuato nel ricercare la rottura con la Lega per far cadere Berlusconi e sostituirlo con una maggioranza diversa e in spregio ai voleri del Popolo.
Ma, per ora, limitiamoci al problema che ha innescato l’espressione di Fini: l’immigrazione.
La Lega ha costruito il suo successo elettorale non sul federalismo, bensì diventando il portabandiera di una politica di contrasto attivo all’immigrazione.
Era una bandiera della Destra, quella vera, non quella che Fini dice – senza fondamento … oggi – di rappresentare.
Una bandiera che la Lega è riuscita a sfilare anche se la Destra Radicale (La Destra, il Movimento per l’Italia, Forza Nuova, Fiamma Tricolore) continuano ad innalzarla con dignità e perseveranza, dimostrando che a Destra c’è chi non tradisce gli Ideali e i Valori di sempre.
Ma il contrasto attivo dell’immigrazione, che ha trovato il momento di maggior consenso popolare nella Bossi-Fini, nel respingimento in mare dei barconi, nell’introduzione del reato di clandestinità, è patrimonio diffuso che va oltre gli ambiti della Lega e della Destra Radicale, per coprire la quasi totalità degli elettori del Centro Destra, inclusi gli ex di An ora nel pdl, e larghi settori di elettorato di sinistra.
Tanto che a livello locale, per contrastare l’avanzata leghista, i dirigenti del pci/pds/ds/pd stanno a loro volta irrigidendo le posizioni nei confronti del fenomeno, lasciando alle associazioni collaterali il compito di lisciare gli immigrati, tenendo così il piede in due staffe: da un lato, “istituzionalmente” contrastare il fenomeno dell’illegalità, dall’altro prendersi cura dei futuri, possibili elettori, alla faccia degli attuali.
Ma se il comportamento del pci/pds/ds/pd è giustificabile, non avendo altra alternativa per rappattumare quei voti che mancano loro per diventare maggioranza, non è minimamente giustificabile il comportamento di Fini che schierandosi dalla parte degli immigrati, butta a mare non solo tutta la sua storia politica, ma danneggia gravemente l’elettorato che gli ha consentito una così brillante carriera politica liberandolo dalla necessità di lavorare.
Il tema dell’immigrazione è quello sul quale la sensibilità del Popolo è ai massimi livelli, perché chi non vive tra le dorate e protette mura del Palazzo sa che è dall’immissione di così numerose comunità estranee alla nostra Storia, alla nostra Cultura, alla nostra Civiltà, alle nostre Tradizioni che vengono i pericoli per la pace sociale.
Fini, definendo “stronzi” tutti coloro che chiedono l’intervento dello Stato per limitare, filtrare, contenere, selezionare, controllare il fenomeno immigratorio, si mette, ancora una volta, contro la maggioranza della Nazione e sulla stessa linea della sinistra che, su questo come su altri temi ideali “forti” è minoranza netta tra l’elettorato Italiano (per questo vorrebbe, con l’aiuto dei finioti, concedere il diritto di voto agli immigrati).
Ma, soprattutto, Fini definendo “stronzi” tutti coloro che ritengono gli immigrati “diversi”, nega ciò che è evidente, spesso “ictu oculi”: siamo diversi per storia, cultura, civiltà, tradizione, origine, religione.
Negare tale realtà è comportarsi da str … uzzi, infilando la testa sotto la sabbia pur di non vedere il pericolo in arrivo e, in molti casi, già arrivato.
A Fini, che denuncia una così grossa carenza culturale, non ci rimane che ricordare le parole di un Grande della nostra Letteratura, Alessandro Manzoni, quando scriveva dell’Italia “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”.

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22 novembre 2009

Le tante facce di una sola sinistra

In questi giorni numerosi sono stati i temi che hanno coinvolto la sinistra, ma la stampa e l’informazione italiana, sempre prona davanti alla sinistra, ha trattato tutto con la massima prudenza, preferendo starnazzare sul “processo breve” o sulla “privatizzazione” dell’acqua.
In Brasile la corte suprema di quello stato ha deciso che Cesare Battisti può essere estradato in Italia per scontare la (modesta) pena cui è stato condannato, in quanto i suoi sono “solo” omicidi comuni e il delinquente è proprio tale e non un perseguitato politico.
Sarebbe stato necessario stigmatizzare il fatto che una simile decisione è stata presa con soli cinque voti contro quattro e non con nove voti a zero come reclamerebbero le vittime dell’assassino in fuga da un paio di decenni, invece si preferisce dar corda ai possibili ripensamenti del presidente Lula (tranquilli, non è un trans delle piazze romane) che potrebbe decidere, dopo aver spergiurato che avrebbe rispettato la sentenza della sua corte, di escogitare un trucco per evitare che Battisti sconti la sua pena.
Ecco una prima sinistra: legalitaria di facciata, ma quando si tratta di “salvare” un proprio adepto uguale alla sinistra di sempre, per cui ci sono solo “compagni che sbagliano” (ormai tutti fuori dalla galera), se vengono estradati poi vengono subito liberati nonostante gli impegni (Baraldini), oppure, se in carcere, vengono colti da una “gravissima malattia” tale da rendere “incompatibile il carcere con lo stato di salute” e, così, li vediamo felici e contenti svolazzare liberi (Sofri) da oltre quattro anni, anche allo stadio, in ottima salute.
Oppure ancora leggi che ne consentono il rientro senza scontare neppure un giorno di galera (Scalzone, Negri) e altre che addirittura li portano a tenere conferenze nelle università (Curcio, Franceschini) o trovare subito un lavoro, naturalmente nella pubblica amministrazione come “consulente” (Ronconi).
Però quando si parla di decorrenza dei termini di legge per la libertà di Mambro e Fioravanti, urlano e strepitano come ossessi, mentre continuano a tenere in prigionia un vecchio novantenne (Priebke) e vorrebbero ripristinare la pena di morte “ad personam” contro Berlusconi (veggasi i tanti gruppi di Facebook o i racconti e film che sognano la morte del Premier).
Un altro aspetto della sinistra lo si è visto nella vicenda, conclusasi nel migliore dei modi, del “ministro degli esteri” dell’unione europea.
Con un eccesso colposo di generosità, Berlusconi aveva sostenuto la candidatura di D’alema, ma i suoi stessi compagni gli hanno preferito una inglese.
Giusto in Italia potevano pensare di far passare un comunista, sia pur come “ministro degli esteri” della nuova unione sovietica europea, dando un colpo di spugna su un passato che, per fortuna, in altre nazioni è ancora ricordato e condannato.
Giusto in Italia possiamo avere un presidente della repubblica che nel 1956 elogiò l’intervento dei carri armati in Ungheria e oggi sermoneggia, come i suoi recenti predecessori (che ugualmente banali e noiosi, almeno provenivano dalla DC e dalla tradizione azionista), sulla democrazia e la libertà.
E questo è un altro aspetto della sinistra italiana, dimentica del passato più recente e portata ad un abbraccio esiziale tra cattolici “adulti” e comunisti d’annata.
Poi c’è la sinistra della trasgressione.
E’ la sinistra che, almeno da quando mi ricordo, ha sempre cavalcato ogni movimento, ogni proposta, ogni iniziativa che portasse alla disgregazione dei Valori fondanti la nostra Civiltà.
Ecco la sinistra che sostiene il “sessantotto”, l’ ”autunno caldo”, il divorzio e l’aborto, la depenalizzazione della droga e le unioni degli omosessuali, l’eutanasia e l’immigrazione selvaggia, il voto agli immigrati e la proliferazione del culto islamico, benedicendo la costruzione di moschee e cittadelle musulmane all’interno delle quali non sappiamo cosa possa accadere.
E’ la sinistra che ha trovato la sua rappresentazione simbolica nel caso Marrazzo, anche questo trattato dalla stampa con ogni riguardo.
E’ vero, le sinistra sono tante, ma alla resa dei conti si ritrovano sempre dalla stessa parte della barricata e i vari aspetti del loro essere sono comunque deleteri per l’Italia e per i cittadini italiani.
Ecco perché il Fini di oggi, appartiene di diritto a quella parte politica.


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19 novembre 2009

Fini e il voto agli immigrati

Se c’è un argomento che maggiormente evidenzia quanto sia distante Fini dal Popolo del Centro Destra, questo è l’immigrazione.
Il sentimento profondo degli elettori di Centro Destra è rappresentato dalla Lega che, peraltro, ne manifesta l’anima moderata.
Se dipendesse dagli elettori del Centro Destra gli immigrati clandestini non solo verrebbero respinti in mare quando cercano di arrivare da noi, ma verrebbero anche prelevati dalle città per essere rispediti a casa loro.
E senza tanti sofismi giuridici: sei entrato illegalmente ? Raus !
Di tutto questo Fini non rappresenta nulla, anzi si presta a fornire una sponda all’anima minoritaria di quegli snob, che si trovano tutti a sinistra, che si riempiono la bocca di “accoglienza”, “no al razzismo”, “no alla xenofobia”, per poi mettere in piedi associazioni di assistenza agli immigrati, inizialmente sulla base del volontariato, poi con la pretesa di ricevere sovvenzioni dallo stato e, così, vivere avvolti nel nobile manto della bontà e a spese del solito Pantalone che paga.
Non solo, ma questi nobili uomini e donne non ci dicono come faranno a mantenere tutti i diseredati che, se dovessimo dare loro retta, arriverebbero in Italia: dove metterli ? cosa dare loro da mangiare ? con quali soldi e, soprattutto, di chi ?
Quindi non solo, se dovessimo dar retta a Fini e alla sinistra, dovremmo ammettere una quantità industriale di diseredati, mantenerli, sfamarli, dar loro un tetto, ma dovremmo anche concedere loro il diritto di voto in modo che, dopo soli cinque anni, possano decidere come amministrare le nostre città, magari devastando tutto un impianto urbanistico, sopprimendo le Tradizioni e le Feste tipiche, per sostituirle con altre a loro più conosciute.
Francamente non riesco a capire cosa passi per la testa di Fini.
Non mi meraviglio di quelli di sinistra: da sempre hanno agito per distruggere sperando di poter raccogliere i cocci, ma che Fini si adegui alle loro posizioni non riesco a spiegarmelo, neppure con la sua sfrenata (e ormai evidentemente immotivata) ambizione di diventare un “padre della Patria”.
Ha scontentato il suo elettorato, sostiene ripetutamente tesi e posizioni tipiche della sinistra, manca di solidarietà verso il Premier e verso i parlamentari e membri del governo aggrediti sul piano giudiziario.
Poichè non vi è una spiegazione logica, non ci resta che pensare che Fini abbia cambiato idea e bandiera.
Legittimo, ma sia conseguente: si dimetta da presidente della camera e si iscriva al pci/pds/ds/pd.

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